mercoledì 30 novembre 2011

Giuseppe Gilardi , 52 anni, residente a Sarzana, in Liguria muore nel bagno dell'ospedale


Bologna, 30 novembre 2011 - ERA VENUTO a Bologna per curare i problemi respiratori che, specialmente di notte, gli rendevano la vita impossibile. È morto martedì mattina, poco dopo le 5, nel bagno della Clinica neurologica di

via Ugo Foscolo, struttura d’eccellenza nella cura dei problemi del sonno. Giuseppe Gilardi , 52 anni, residente a Sarzana, in Liguria, tecnico di laboratorio in una scuola superiore, era molto noto nella sua città perché gestiva con la compagna una scuola di ballo ed era anche un eccellente fotografo.

L’ALTRA NOTTE si è alzato per andare in bagno, distante appena 4 metri dalla camera che divideva con altri pazienti, e lì con tutta probabilità è stato colto da un malore. È caduto a terra e il suo corpo è finito fra il bidet e la porta del piccolo bagno, impedendo a medici e infermieri di entrare. Le hanno tentate tutte, i soccorritori, ma nella porta, che si apriva verso l’interno, si riusciva a creare solo un piccolo spiraglio. Alla fine è scattato l’allarme a 115 e 118 e solo dopo l’arrivo in Clinica dei vigili del fuoco, che sono passati sopra il muro dell’antibagno, è stato finalmente possibile entrare.

Dentro, però, Gilardi era già morto. Ora la Procura, dopo la segnalazione della polizia e la denuncia della famiglia, ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo contro ignoti. Il pm Claudio Santangelo, titolare del fascicolo, nei prossimi giorni conferirà l’incarico per l’autopsia, che dovrà chiarire la causa di morte. Gli inquirenti vogliono però verificare anche altri aspetti, a partire dalla dinamica dei soccorsi da parte del personale della clinica e da quella porta che non si apriva, per verificare se abbiano avuto in qualche modo incidenza nella tragedia.

LA COMPAGNA, che si trovava a Sarzana, è stata avvisata per telefono. «È allucinante — dicono i familiari di Gilardi —. Non è accettabile che in un ospedale ci sia una porta che si apre verso l’interno e che non sia possibile soccorrere un paziente dentro un bagno. Forse sarebbe bastato somministrargli un po’ di ossigeno per salvarlo». L’Ausl, da cui dipende la Clinica, ha diffuso una nota in cui parla di «malore improvviso» ed esprime «cordoglio ai familiari». Secondo la centrale operativa dei vigili del fuoco, la chiamata è arrivata alle 5,20 e il mezzo, uscito dal distaccamento del vicino viale Aldini, è arrivato sul posto in appena sei minuti. Dopo poco più di venti minuti, alle 5,49, l’intervento si è concluso. Sul loro operato non vi sono contestazioni. Diverso il discorso sulla Clinica, contro la quale punta il dito la famiglia.

«STAVAMO effettuando esami sul paziente per capire la causa della sua malattia neurologica — dice il direttore, Agostino Baruzzi —. Respirava male sia di giorno che di notte, con spasmi alle corde vocali e un sintomo detto ‘stridore’. Per dormire, usava una macchinetta che esercita una pressione positiva e aiuta la respirazione. Gli altri pazienti hanno raccontato che di notte camminava per i corridoi. Martedì mattina è andato in bagno e gli infermieri dopo pochi minuti si sono accorti che non tornava. Sono scattati subito i soccorsi, poi sono stati chiamati 115 e 118».

La tragedia ha colto tutti di sorpresa, medici compresi. «La sua patologia — continua Baruzzi — non lasciava presagire nulla di simile. Anche noi siamo molto provati». Quanto alla porta, Baruzzi è lapidario: «È un problema dell’amministrazione, comunque la clinica era stata ristrutturata nel 2005. Aveva le certificazioni. Non so che dire. Non era mai accaduto un evento del genere. Quello che posso dire è che l’intervento da parte di medici, infermieri e operatori è stato tempestivo. Se ci saranno responsabilità, anche in ordine alle procedure di soccorso, lo dovrà verificare la magistratura».

di GILBERTO DONDI

Francesco Falcicchio di 32 anni dipendente dellle poste, ha perso la vita in un tragico incidente mortale


Asti 30 Novembre 2011.Nel pomeriggio di oggi ha perso la vita in un incidente stradale sulla provinciale Villanova - Montafia un dipendente delle Poste Italiane di Asti, Francesco Falcicchio di 32 anni. Abitava ad Asti in via Torchio.

Da qualche tempo era impiegato come portalettere nella zona di
Villanova d'Asti. Oggi, intorno alle 15,30 il Falcicchio al volante della sua Fiat “Panda” stava tornando a casa quando, per cause in corso di accertamento da parte della Polizia Stradale, l'utilitaria è uscita di strada.

La vettura in corsa si è così schiantata contro un terrapieno. I primi soccorritori hanno trovato il giovane già senza vita.

Le indagini sono finalizzate a stabilire se vi siano responsabilità da parte di altri automobilisti oppure se l'uomo è stato vittima di un malore prima dell'incidente

Massimo Gioia, di Cologno al Serio, e stava tornando a casa dal lavoro muore in un incidente stradale


BERGAMO 30 novembre 2011 Aveva 39 anni la vittima dell’incidente stradale verificatosi questa mattina ad Azzano San Paolo, alle porte di Bergamo. Si chiamava Massimo Gioia, di Cologno al Serio, e stava tornando a casa dal lavoro.
L’uomo era in sella ad una moto sulla strada provinciale Cremasca quando un’auto lo ha travolto. Lo scontro è stato frontale sulla corsia di marcia opposta. Nell’incidente sono rimaste coinvolte anche 3 auto. Sul posto sono intervenuti i mezzi di soccorso e un elicottero del 118. Per il motociclista non c’è stato nulla da fare: è morto a seguito dei traumi riportati
Un piccolo incidente può causare una tragedia: è quello che è accaduto ad Azzano San Paolo dove un 39enne di Cologno al Serio - Massimo Gioia, dipendente della concessionaria Bonaldi - ha perso la vita per colpa di un tamponamento tra un furgoncino e un'auto. La macchina - ferma per svoltare a sinistra in attesa che passasse la moto - è stata tamponata da un furgoncino sopraggiunto alle sue spalle: l'auto è stata scagliata in avanti e ha invaso la corsia opposta. Proprio mentre il motociclista stava sopraggiungendo.
Il tremendo schianto è avvenuto intorno alle 12,15 di mercoledì, 30 novembre. L'incidente è avvenuto lungo la strada «Cremasca» ad Azzano San Paolo. Inutili purtroppo i soccorsi: il 118 ha inviato anche l'elisoccorso.
I medici del pronto intervento, giunti sul posto, non hanno però potuto far altro che constatare il decesso del motociclista, morto sul colpo nel violento impatto con l'asfalto, dopo un volo di una decina di metri.
La dinamica dello schianto è ora al vaglio dei carabinieri, che hanno raggiunto il luogo dell'incidente per effettuare i rilievi. Sul posto anche i vigili del fuoco e un'ambulanza.
Il 39enne di Cologno al Serio, aveva «staccato» dal lavoro pochi minuti prima e stava rientrando a casa per il pranzo.

E' morta la 47enne che lunedì è stata investita da un camion a Marcheno


BRESCIA 30 NOVEMBRE 2011 La donna, di origini albanesi, stava attraversando la strada nei pressi della farmacia comunale, sulla Sp 345.

Immediati sono scattati i soccorsi, ma le condizioni della donna sono apparse fin da subito molto preoccupanti. Trasportata in eliambulanza all'ospedale Civile di Brescia ha lottato tra la vita e la morte fino a ieri pomeriggio, quando purtroppo è avvenuto il decesso.

Il conducente dell'autocarro, un uomo di 58 anni, è stato invece ricoverato lunedì all'ospedale di Gardone per gli accertamenti che escludano la guida in stato di ebbrezza.

Donatella Masciantonio è STATA RITROVATA MORTA NEL FIUME


pESCARA 30 nOVEMBRE 2011.Cadavere nel fiume Pescara: è di Donatella MasciantonioE' di Donatella Masciantonio, 58 anni pescarese, il cadavere rinvenuto pochi minuti fa nel fiume Pescara, dietro alla Questura in via Pesaro.
Il corpo, notato nell'acqua attorno alle ore 13, è stato recuperato dai Vigili del Fuoco e dalla Polizia che è arrivata subito sul
posto.
La donna probabilmente si è suicidata, in quanto soffriva di depressione. L'identificazione è stata semplice: aveva con se la borsa con i documenti.
La sua scomparsa era stata trattata anche nel programma "Chi l'ha visto?".

Azzano San Paolo un 39enne di Cologno al Serio - M. G., dipendente della concessionaria Bonaldi - ha perso la vita in un tamponamento


AVEZZANO 30 NOVEMBRE 2011 Un piccolo incidente può causare una tragedia: è quello che è accaduto ad Azzano San Paolo dove un 39enne di Cologno al Serio - M. G., dipendente della concessionaria Bonaldi -
ha perso la vita per colpa di un tamponamento tra un furgoncino e un'auto. La macchina - ferma per svoltare a sinistra in attesa che passasse la moto - è stata tamponata da un furgoncino sopraggiunto alle sue spalle: l'auto è stata scagliata in avanti e ha invaso la corsia opposta. Proprio mentre il motociclista stava sopraggiungendo.

Il tremendo schianto è avvenuto intorno alle 12,15 di mercoledì, 30 novembre. L'incidente è avvenuto lungo la strada «Cremasca» ad Azzano San Paolo. Inutili purtroppo i soccorsi: il 118 ha inviato anche l'elisoccorso.

I medici del pronto intervento, giunti sul posto, non hanno però potuto far altro che constatare il decesso del motociclista, morto sul colpo nel violento impatto con l'asfalto, dopo un volo di una decina di metri.

La dinamica dello schianto è ora al vaglio dei carabinieri, che hanno raggiunto il luogo dell'incidente per effettuare i rilievi. Sul posto anche i vigili del fuoco e un'ambulanza.

Il 39enne di Cologno al Serio, aveva «staccato» dal lavoro pochi minuti prima e stava rientrando a casa per il pranzo.

Un morto anche a Zanica, lungo la «Nuova 42» tra Zanica e lo svincolo per Orio al Serio, dove, poco prima delle 14, un bilico diretto verso Zanica si è scontrato con una «Grande Punto» proveniente in senso contrario. Il conducente dell'auto - un uomo - è morto sul colpo. Sul posto il 118, i vigili del fuoco e la Stradale di Treviglio.

Robert Psenner, scomparso giovedì scorso trovato morto impiccato nel bagno del suo negozio


BOLZANO 30 novembre 2011 È stato trovato impiccato nel suo negozio il noto commerciante bolzanino, Robert Psenner, scomparso giovedì scorso. Il negozio "Sport Reinstaller", che si trova nella centralissima via Portici, era chiuso da alcuni giorni. Probabilmente sono stati proprio problemi economici a spingerlo al gesto estremo. Nei giorni scorsi i vigili del fuoco, il soccorso alpino e le forze dell'ordine avevano più volte effettuato ricerche lungo il torrente Talvera, che scorre vicino all'abitazione di Psenner, e lungo i sentieri sui pendii della conca di Bolzano, senza però trovare tracce del sessantanovenne. Solo ora la sua salma è stata trovata nel bagno del suo negozio.

Addio Michele Nardin uno dei medici dell’Aiut Alpin Dolomites, il Soccorso alpino delle Dolomiti, nonché direttore sanitario


BOLZANO 30 Novembre 2011 Si è spento dopo una lunga e logorante malattia Michele Nardin, uno dei medici dell’Aiut Alpin Dolomites, il Soccorso alpino delle Dolomiti, nonché direttore sanitario e membro del

direttivo corpo governante. Nardin è morto l’altro ieri, 28 novembre, a Bolzano, all’età di 51 anni.

Il direttivo corpo governante dell’Aiut Alpin Dolomites é composto da un presidente e sei consiglieri e rimane in carica per tre anni. Nardin era uno dei consiglieri in carica, ricoprendo il ruolo di Direttore Sanitario.

“Sin dall’inizio – si legge nel comunicato inviato dall’Aiut Alpin Dolomites – Michele ha portato avanti con grande dedizione il suo lavoro di Direttore Sanitario dell’Aiut Alpin Dolomites. Ricordiamo che lo ha sempre svolto da volontario e con grande competenza. Per noi tutti una grave perdita ed in questo momento di dolore vogliamo stringerci attorno alla moglie Nelli ai figli Michele, Christian e Peter”.

Il funerale si svolgerà giovedì 1 dicembre alle ore 16 presso la chiesa parrocchiale di Appiano S. Michele.

Concetta Caputi, 47enne torrese coinvolta mercoledì scorso in un terribile incidente, è morta


Brindisi 30 Novembre 2011.Le ferite e i traumi erano troppo gravi. Così si è spenta ieri Concetta Caputi, 47enne torrese coinvolta mercoledì scorso in un terribile incidente. Il suo cuore ha smesso di battere ieri intorno alle 15, mentre era ricoverata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale brindisino “Antonio Perrino”. Lì era stata trasportata dopo un brutto incidente. La donna stava viaggiando mercoledì sulla strada provinciale Torre-Oria, a bordo della sua Bmw 320 in compagnia della figlia 18enne, seduta sul lato del passeggero. Doveva recarsi a Oria. A due chilometri dalla città federiciana, però, la donna ha perso il controllo del mezzo.

L’auto, sbandando, ha sfondato un muretto. Poi la Bmw si è cappottata più volte, terminando la propria corsa contro un ulivo. L’impatto è stato impressionante: l’autovettura era ribaltata e irriconoscibile, i finestrini in frantumi. Le lamiere hanno risentito dell’impatto e, accartocciandosi, hanno provocato gravi ferite alle due occupanti.

Salvatore Catapano, 27 anni, di Taranto si schianta cn la sua auto contro un palo e muore


TARANTO 30 novembre 2011 Si è schiantato con la sua auto contro un palo della luce che delimita la strada ed è morto sul colpo.

Il drammatico incidente è avvenuto nella notte a Livigno (in provincia di Sondrio) e la vittima è Salvatore Catapano, 27 anni di Taranto, cameriere stagionale in un ristorante del paese della Valtellina.

Francesco Ferreri, il tredicenne di Barrafranca (EN) ucciso il16 dicembre 2005 ASSOLTI I TRE PRESUNTI KILLER


Barrafranca 30 NOVEMBRE 2011 La Cassazione ha confermato le assoluzioni di Giuseppe Faraci - unico a essere accusato del delitto di Francesco Ferreri, il tredicenne di Barrafranca (EN) ucciso il 16 dicembre 2005 - Antonio Lo Bue, Calogero Mancuso e Salvatore Randazzo, che rispondevano di violenza sessuale aggravata. In primo grado la Corte d'assise nissena aveva condannato Faraci all'ergastolo; mentre aveva assolto dall'accusa di concorso in omicidio Lo Bue, Mancuso e Randazzo, assolti anche dall'accusa di violenza sessuale e produzione di materiale pedopornografico, ma condannati per violenza sessuale su minori non identificati. Sulla decisione dei giudici di secondo grado, ha pesato la mancanza di riscontri alle dichiarazioni del giovane testimone, un coetaneo della vittima, e le numerose incongruenze nel suo racconto. La Procura generale nissena aveva impugnato la decisione dinanzi alla Cassazione, che si è pronunciata oggi, dopo ben due rinvii, dichiarando inammissibile il ricorso. La sera in cui era scomparso, Francesco era uscito di casa senza giubbotto e lasciando anche il cellulare dal quale non si separava mai, come se dovesse allontanarsi solo per pochi minuti. Il suo corpo era stato trovato due giorni dopo in una strada che conduce alla diga Olivo. Sul corpo, colpito da 17 colpi di chiave inglese alla testa non furono trovati segni di violenza sessuale.

Francesco e Salvatore Pappalardi furono spinti ad «una prova di coraggio da altri cinque ragazzi che adesso sono maggiorenni».


BARI 30 novembre 2011 Francesco e Salvatore Pappalardi, i due bambini caduti in una cisterna e trovati morti 20 mesi dopo la loro scomparsa, il 5 giugno 2006, furono spinti ad «una prova di coraggio da
altri cinque ragazzi che adesso sono maggiorenni». Ne è convinta Rosa Carlucci, mamma dei due ragazzini che, sulla base degli elementi che ritiene di aver raccolto,ha chiesto oggi la riapertura delle indagini archiviate tempo fa dalla magistratura barese. Ha detto ai cronisti, in procura, di aver svolto indagini con un consulente». I nomi dei cinque giovani - secondo quanto riferisce Rosa Carlucci, che si è avvalsa del consulente Rocco Silletti - sono da sempre contenuti nel fascicolo d'indagine (già archiviato) avviato a carico dell'ex marito Filippo Pappalardi, che la donna ritiene ora «sicuramente estraneo» alla morte dei suoi figli e «vittima come me del tragico evento». Secondo la mamma di 'Cicciò e 'Torè, che avevano 11 e 13 anni, i cinque giovani la sera del 5 giugno 2006, giorno dell'incidente avvenuto in un edificio abbandonato a Gravina in Puglia (Bari), sottoposero i suoi due figli ad una prova di coraggio, come fecero con altri ragazzini. Uno di questi - secondo la donna - è Michele, l'adolescente che precipitò nel pozzo e per salvare il quale i vigili del fuoco, il 25 febbraio del 2008, scoprirono i cadaveri dei due fratellini. La prova consisteva nel calarsi nel pozzo in cui furono trovati i cadaveri seguendo precise modalità, «anche oscene» ha detto Carlucci senza voler spiegare il senso delle sue affermazioni. I ragazzini - fu accertato nelle settimane immediatamente successive al ritrovamento dei corpi - erano finiti in fondo alla cisterna mentre, come tanti altri ragazzini e tante altre volte, giocavano nella casa abbandonata.

Giuseppe Picone, 81 anni Travolto da una moto mentre stava attraversando via Maqueda Palermo


PALERMO30 novembre 2011Travolto da una moto mentre stava attraversando via Maqueda. Dopo alcune ore di agonia è morto la scorsa notte un pensionato Giuseppe Picone, 81 anni. Fatale per lui

l’impatto con il mezzo all’altezza di piazza Verdi. Aveva riportato un trauma alla testa, che aveva battuto violentemente sull’asfalto. Era giunto al pronto soccorso di Villa Sofia in fin di vita.
Illeso il conducente della moto, R.C. di 41 anni. I vigili urbani dell’infortunistica hanno sequestrato la moto, una Malaguti 150. Questa, come accertato, era priva di assicurazione, dunque, per il motociclista è scattata anche una sanzione da 800 euro.

Federico Maita,15 anni e' morto folgorato mentre tentava di tagliare rame da un filo di un palo di elettrificazione pubblica


ENNA 30 NOVEMBRE 2011 Un studente di 15 anni, Federico Maita, e' morto folgorato mentre tentava di tagliare rame da un filo di un palo di elettrificazione pubblica. L'incidente e' avvenuto a Catenanuova, in provincia di Enna, a 70 metri dall'abitazione del giovane. A soccorrere il ragazzo e' stato il padre che ora si trova ricoverato all'ospedale Cannizzaro di Catania per ustioni alle mani. Il giovane e' stato trasportato all'ospedale di Enna dove e' arrivato morto

martedì 29 novembre 2011

Roberto Bassi di 61 anni, che aveva lo studio in piazza Barche ucciso da un ubriaco


VENEZIA 30 novembre 2011 Un uomo è stato arrestato per aver travolto e ucciso, mentre guidava in stato di ubriachezza, un avvocato di Mestre, Roberto Bassi di 61 anni, che aveva lo studio in piazza Barche. Il fatto è accaduto ieri sera a Mestre. L'uomo alla guida, un 40enne, aveva un tasso alcolemico di 1,75 grammi per litro di sangue, oltre tre volte il limite di legge.

Alla fine di una cena, il legale stava chiacchierando con un un collega ad una fermata dell'autobus in via Garibaldi quando è sopraggiunta, pare a forte velocità, un'Opel Insignia guidata dal quarantenne. Il conducente non è riuscito a sterzare in tempo, travolgendo Bassi, deceduto poco dopo.

Adelaide Miccichè e Rosa Baroli, sono morte dopo essere state investite da un camion a Roma in via Elio Donato


ROMA 29 Novembre 2011 Due donne di 61 e 63 anni, Adelaide Miccichè e Rosa Baroli, sono morte dopo essere state investite da un camion a Roma in via Elio Donato, nel quartiere della Balduina. Da una prima dinamica, il freno del

mezzo si è disattivato e le due vittime sono state investite. Il mezzo si trovava davanti a un supermercato 'Carrefour', dove probabilmente doveva scaricare della merce. Le vittime sono morte sul colpo.
Secondo una prima dinamica, il freno del camion che ha travolto ed ucciso due donne nel quartiere della Balduina, si è improvvisamente disattivato e le due vittime sono state investite. L'autista del camion che si trovava nella strada, in discesa, era sceso dal mezzo per chiedere di far spostare delle auto parcheggiate. Poi il freno si è disattivato e il mezzo ha investito le due donne, morte sul colpo. Sul posto è intervenuta la polizia.

CONDUCENTE RECIDIVO Il conducente del camion, stando a quanto si apprende, è stato accusato di omicidio colposo per un incidente stradale che risale al 1998. Una delle due donne morte oggi era la coordinatrice di una casa famiglia, 'Piccola stella', la cui sede è a due passi dal supermercato mentre l'altra, una donna disabile, era un'ospite del centro. Con loro c'era anche una ragazza, anche lei disabile, che è riuscita a mettersi in salvo. Solo una delle vittime è stata travolta finendo sotto l'automezzo, mentre l'altra è deceduta in seguito al violento colpo ricevuto dal camion.

Marica Abdurahman 22 anni Perde la vita sbattendo contro un muro con la sua auto.


Modica 29 Novembre 2011.Una ragazza di 22 anni, nata a Modica residente a Pozzallo, ha perso la vita stasera in un incidente stradale autonomo verificatosi all’altezza del passaggio a livello di contrada Bruffalori a Sampieri. Marica Abdurahman era

a bordo di una Fiat 500 quando avrebbe scavallato la cunetta del passaggio a livello planando in velocità e andando a sbattere contro un muro.
La giovane, figlia del gestore di una nota pizzeria di Pozzallo, sembra che non conoscesse il passaggio a livello che presenta una cunetta insidiosa. La giovane stava facendo rientro a Pozzallo. La salma è stata trasportata all’obitorio del cimitero di Pozzallo. La giovane era molto conosciuta in città.
Pare decisiva, dai primi rilievi, la scarsa conoscenza della giovane con la vecchia provinciale che collega Scicli a Sampieri. Sul posto sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco del distaccamento di Modica e la polizia stradale per la ricostruzione del sinistro.

Adrian Kohler, direttore di Ricola, l’azienda che produce la famosa caramella alle erbe, si è tolto la vita


ROMA 29 novembre 2011 Si è ucciso per la vergogna. Adrian Kohler, direttore di Ricola, l’azienda che produce la famosa caramella alle erbe, si è tolto la vita giovedì scorso dopo aver rivelato irregolarità finanziarie.

Adrian Kohler, 53enne presidente del Consiglio esecutivo di Ricola, non ha retto a quella vergogna, commessa proprio ai danni di quella società che ha centrato la campagna promozionale delle sue caramelle nello svergognare gli eventuali imitatori.

La società Ricola, tuttavia, ha confermato che nelle irregolarità rilevate non vi è stato alcun prelevamento indebito di fondi

Adriano Prudentini 22 anni studiava alla Facoltà di Economia della Capitale muore in uno scontro


BRINDISI 29 novembre 2011 Tragedia sull’asfalto a Roma, domenica notte: è morto un 22enne di Cisternino, Adriano Prudentini che studiava alla Facoltà di Economia della Capitale. Una sfortunatissima tragedia
che si è consumata pochi minuti prima delle 3, all’incrocio tra via Cavour e Via Pernicolne, in una zona centralissima, nei pressi della Stazione Termini.
Sicuramente poco movimentata, a quell’ora di notte fonda, rispetto al traffico che ci può essere in un’ora di punta. Il ragazzo viaggiava a bordo di uno scooter “Tmax” Kawasaki quando, per cause ancora in corso di accertamento, è andato a schiantarsi contro un taxi diretto in via dei Fori Imperiali, ossia nella direzione opposta.
Lo scontro è stato violentissimo. Il grosso scooter si è schiantato contro lo sportello dell’auto e il povero motociclista è stato sbalzato a diversi metri di distanza. Per il ventiduenne studente cistranese non c’è stato nulla da fare.

La situazione, sin da subito, si è dimostrata piuttosto grave. Immediatamente sono giunte sul posto le ambulanze del 118 per soccorrere i due feriti, insieme alle volanti della polizia municipale di Roma. Il ragazzo di Cisternino è morto poco dopo, non c’è stata neppure la possibilità di salvarlo. Diversa la situazione per il tassista, che sarebbe comunque fuori pericolo. Infatti, in preda ad un forte stato di shock, è stato trasportato in codice giallo al Policlinico Umberto I. Sia l’uomo che la vittima, come vuole la prassi, sono stati sottoposti ai test per alcool e droga, risultati per entrambi negativi.
Intanto l’autopsia sul corpo di Prudentini sarà svolta questa mattina alle 11. Angelo Prudentini, padre del ragazzo, ha subito raggiunto Roma, mentre la madre, Gabriella Salonna, è giunta già ieri mattina in quanto si trovava già nel Lazio per motivi personali.

Una famiglia molto stimata quella del ragazzo. Adriano era figlio del noto psicologo cistranese Angelo Prudentini, uno stimato professionista con un passato, o meglio una piccolissima parentesi nella politica locale, per il centro destra. Gabriella Salonna, la madre, è una donna forte e dinamica, appassionata d’auto e facente parte della scuderia “Valle d’Itria”.
Adriano lascia anche un fratello ventiquattrenne, Pierfrancesco, a cui era molto legato e una sorella, Alessandra, ventenne e studentessa della facoltà di Psicologia, all’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti.

Rino Dal Bello, 44enne imprenditore edile di Paderno del Grappa (Treviso), è morto si è schiantato con la moto contro un auto


TREVISO 29 ovembre 2011 Falciato da un’auto mentre era in sella alla sua moto. Così Rino Dal Bello, 44enne imprenditore edile di Paderno del Grappa (Treviso), è morto nel tardo pomeriggio

di domenica alle porte di Ibiza, in Spagna, dove il trevigiano si era trasferito da anni per seguire da vicino la propria attività. La notizia del dramma avvenuto in terra iberica è rimbalzata ieri mattina nel paese della pedemontana trevigiana, dove è stata accolta con incredulità e sgomento.

Anche se la dinamica dell’incidente è ancora all’esame della Guardia Civil, le informazioni arrivate dalla località turistica spagnola, pur con ovvia approssimazione, hanno consentito una ricostruzione abbastanza chiara dell’accaduto. Rino Dal Bello, alla guida della propria moto, una Bmw di grossa cilindrata, stava percorrendo la strada che collega il rinomato centro turistico di Sant’Eulalia ad Ibiza, all’altezza dell’incrocio di Sa Fonda.

L’imprenditore, proveniente da San’Eulalia, era giunto in prossimità del crocevia, che proprio in quel momento veniva attraversato da una Ford Focus con a bordo un paio di persone. Pare che l’auto, che il motociclista ha preso in pieno su uno dei lati, sia uscita improvvisamente dalla laterale tagliandogli di fatto la strada. Lo schianto è stato inevitabile. Dal Bello è stato letteralmente sbalzato di sella andando a cadere pesantemente sull'asfalto.

Sono scattati i soccorsi. Sul posto sono giunte due ambulanze, ma non c’era più nulla da fare: il trevigiano era morto sul colpo, come avevano subito potuto constatare gli agenti polizia giunti tempestivamente sul posto. Violento l’urto fra i due mezzi quanto drammatico lo scenario apparso ai soccorritori, con pezzi e frammenti della moto sparsi per vari metri lungo la carreggiata. Il traffico è andato completamente in tilt. A seguito dell’incidente lungo la strada, piuttosto frequentata, si era infatti venuto a determinare un notevole ingorgo. Mentre il corpo senza vita dello sfortunato 44enne giaceva sull’asfalto, i due passeggeri dell’auto sono rimasti illesi. Ma il personale sanitario si è comunque dovuto egualmente occupare di loro per l’evidente stato di choc nel quale versavano.

L’eco della tragedia che tanto turbamento ha destato a Paderno, ha costituto motivo di riflessione per le autorità e la gente della località turistica spagnola. A sollevare preoccupazione è stato il dato statistico: con la morte di Dal Bello sale ora a dieci il numero delle persone che quest’anno hanno perduto la vita sulle strade delle isole Baleari. E tra questi tre erano motociclisti. Come il povero imprenditore di Paderno.

Rino Dal Bello, una vita tra Paderno del Grappa, dove era nato e spesso ritornava, e Ibiza, dove si era praticamente trasferito per seguire da vicino l’attività di costruttore che aveva impiantato laggiù. Operava nel ramo come imprenditore da una ventina d’anni. A Paderno è rimasta la moglie Antonella Minato, titolare di un negozio di parrucchiera in via Europa a Fietta, dove vive in via Cadorna con i tre figli, di 8, 12 e 16 anni, e i genitori del marito: sono stati loro i primi a ricevere la terribile notizia della morte di Rino e ad attivarsi per le pratiche necessarie al rimpatrio della salma.

Stamattina è partito da Paderno un parente incaricato di seguire l’iter. Se non ci saranno intoppi il funerale potrebbe essere celebrato questo fine settimana o, al più tardi, all’inizio della prossima.

Antonello Ledda 49 enne, è morto folgorato a Oristano mentre raccoglieva olive nel podere di un amico


ORISTANO 29 novembre 2011 Un uomo di 49 anni, Antonello Ledda, è morto folgorato a Oristano mentre raccoglieva olive nel podere di un amico. L’uomo era originario di Ales e faceva il carpentiere.
Secondo una prima ricostruzione della dinamica dell’incidente la scala metallica con la quale l’uomo stava raccogliendo le olive avrebbe toccato i fili della media tensione. I fili sono più alti degli ulivi, ma la vittima avrebbe sollevato la scala per spostarla da una pianta all’altra. Gli amici presenti hanno lanciato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 ma per l’uomo non c’è stato nulla fare, sarebbe morto sul colpo. Sul posto anche i carabinieri e i funzionari dell’Ispettorato del Lavoro.

Daniele Uliana 9 anni muore la battaglia contro il tumore al polmone non è riuscita


TREVISO29 novembre 2011 Non ce l'ha fatta il piccolo Daniele Uliana. Lui, che a 9 anni lottava contro un terribile cancro ai polmoni. Le visite mediche, la solidarietà del paesino di Zero Branco (Treviso), che aveva organizzato una colletta per pagare le salatissime spese sanitarie, i viaggi in Germania, da specialisti accredidati e il piano di volare

fin negli Stati Uniti, alla ricerca di un filo di speranza. Tutto inutile. Il male si è portato via il piccolo, che ha smesso di respirare nelle prime ore di domenica, come racconta il Gazzetino. Adesso non solo la famiglia, ma un intero paese, che tanto aveva dato nella speranza di salvare Daniele, lo piange in silenzio.
Eppure ci avevano creduto, gli abitanti di Zoro BIanco. Il primo ciclo di cure sembrava aver dato buoni risultati, con la malattia che andava regredendo. Miglioramenti che avevano permesso a Daniele di tornare a scuola. Poi, però, la terribile ricaduta, i tentativi disperati della famiglia con viaggi in Germania e uno in preparazione verso gli Stati Uniti. Ma alla fine il male è stato più forte e il piccolo Daniele è volato in cielo.

Quartiere della Balduina due donne di 61 e 63 anni, sono morte dopo essere state investite da un camion in via Elio Donato


ROMA 29 novembre 2011 Due donne di 61 e 63 anni, sono morte dopo essere state investite da un camion a
Roma in via Elio Donato, nel quartiere della Balduina. Da una prima dinamica, il freno del mezzo si è disattivato e le due vittime sono state investite. Il mezzo si trovava davanti a un supermercato 'Carrefour', dove probabilmente doveva scaricare della merce. Le vittime sono morte sul colpo.

Secondo una prima dinamica, il freno del camion che ha travolto ed ucciso due donne nel quartiere della Balduina, si è improvvisamente disattivato e le due vittime sono state investite. L'autista del camion che si trovava nella strada, in discesa, era sceso dal mezzo per chiedere di far spostare delle auto parcheggiate. Poi il freno si è disattivato e il mezzo ha investito le due donne, morte sul colpo. Sul posto è intervenuta la polizia.

Dottor Massimo Scatena muore a 60 anni


CASCINA 29 novembre 2011 È morto a 60 anni il dottor Massimo Scatena, medico di base da moltissimi anni nel comune di Cascina, nella zona di San Lorenzo a Pagnatico e Sant'Anna. Lo stimato professionista è morto, l'altra sera alle 20, nella casa dove viveva. Era malato da tempo e negli ultimi tempi le sue condizioni di salute si erano aggravate tanto da fare temere il peggio. Il funerale si svolgerà oggi pomeriggio alle 15 partendo dall'abitazione del professionista, in via Tosco Romagnola 1514/B a Sant'Anna verso la chiesa di San Lorenzo a Pagnatico dove si svolgerà la cerimonia funebre. La famiglia chiede non fiori ma opere di bene a quanti vorrano unirsi al dolore per la scomparsa del medico che era stimato per le sue capacità professionali ed umane.

Lucio Magri si è spento ieri in Svizzera all'età di 79 anni


BERGAMO 29 NOVEMBRE 2011 Lucio Magri si è spento ieri in Svizzera all'età di 79 anni. Come scrive il sito de Il Manifesto, di cui Magri fu uno dei fondatori, si era recato nella Confederazione Elvetica «per porre termine alla propria vita,

di sua volontà. La notizia della morte - spiega ancora il quotidiano - si è diffusa nella notte, tra gli amici; qualcuno, i più intimi, era stato da lui informato in precedenza della sua intenzione, senza riuscire a fargli cambiare idea. Il corpo rientrerà in Italia per essere sepolto a Recanati, la città dove era nato nel 1932».

Magri era entrato nel Pci negli anni Cinquanta, poco più che ventenne, dopo un'esperienza nella gioventù democristiana a Bergamo. Venne accolto nella segreteria del partito di Bergamo, poi nel direttivo regionale lombardo, e di là passò poi a Botteghe Oscure. Nel 1969, dopo lo shock dell'invasione sovietica della Cecoslovacchia, in dissenso con le timidezze e le reticenze del Pci, fu tra gli animatori del gruppo (con Rossana Rossanda, Luigi Pintor, Aldo Natoli, Valentino Parlato, Eliseo Milani, Luciana Castellina, Massimo Caprara e altri) che diede vita alla rivista "il Manifesto", da lui diretta, e che successivamente venne radiato dal partito. Nel 1971 partecipò insieme agli altri alla trasformazione della rivista del quotidiano, da cui successivamente si distanziò, fondando il Partito di unità proletaria per il comunismo.

Nel 1984 rientrò nel Pci, dove rimase fino alla dissoluzione e trasformazione nel Pds, nel 1991; in quel momento aderì al gruppo continuista e partecipò alla nascita del Partito della Rifondazione comunista, dove rimase fino al 1995 quando la sua corrente lasciò il partito e poi rientrò nei Democratici di sinistra. Una scelta che Magri non condivise, preferendo restare fuori dai partiti. Nel 2009 Lucio Magri ha pubblicato un libro importante, "Il sarto di Ulm" (Il Saggiatore), che ripercorre la storia del Partito comunista italiano nel dopoguerra e la sua personale.

Addio Vittorio De Seta regista nato a Palermo nel 1923


CALABRIA 29 NOVEMBRE 2011 E' morto in Calabria all'età di 88 anni il regista Vittorio De Seta. nato a Palermo nel 1923, negli anni Cinquanta De Seta realizzò documentari su Sicilia e Sardegna. Nel '61 diresse il film 'Banditi a Orgosolo". Nel '72 fu il regista della miniserie tv Diario di un maestro, con Bruno Cirino nei panni di un insegnante che combatte l'abbandono scolastico in una scuola della periferia romana.

Vittorio De Seta cominciò la sua carriera cinematografica nel 1953, lavorando come secondo aiuto regista per un episodio del film, Amori di mezzo secolo, di Mario Chiari. In seguito si cimentò anche nell' attività di sceneggiatore e documentarista. I primi documentari risalgono agli anni Cinquanta e sono ambientati prevalentemente in Sicilia e Sardegna. Tra questi lavori, Isola di fuoco, ambientato nelle isole Eolie, viene premiato come miglior documentario al Festival di Cannes del 1955. Nel 1961 De Seta debuttò al cinema con Banditi a Orgosolo, sceneggiato con la moglie Vera Gherarducci, un film stilisticamente asciutto che arricchisce di una sensibilità più moderna e consapevole la lezione del neorealismo. Il film vince il premio Opera prima al Festival di Venezia e il Nastro d'Argento alla migliore fotografia.

Nel 1966 De Seta realizzò, Un uomo a metà, che si allontana dal documentarismo che contraddistingue la sua carriera all'inizio. Tra il 1969 e i primi anni 1970 il regista si trasfer?ìin Francia per girare L'invitata. Il film, anche se apprezzato da Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini, sarà accolto freddamente. Nel 1972 De Seta ritorna alle tematiche degli esordi con una miniserie televisiva prodotta dalla Rai: Diario di un maestro, documento di una difficile esperienza didattica condotta in una borgata romana. Il suo profondo legame con la Calabria, dove nacque sua madre, è esplorato nel documentario In Calabria, del 1993. L'ultima opera, nel 2006, il lungometraggio Lettere dal Sahara, che segue la vita di un migrante africano in Italia. Il film ha partecipato fuori concorso al Festival di Venezia.

Fabio Ruisi, 53enne di Rivoli morto nelle acque del Lago Grande di Avigliana mentre effettuava un'escursione in kayak


Torino 29 novembre 2011 E' morto nelle acque del Lago Grande di Avigliana mentre effettuava un'escursione in kayak. La vittima è Fabio Ruisi, 53enne di Rivoli. L'uomo, che era un autotrasportatore, è stato subito soccorso e portato a riva da altri canoisti, ma quando l'equipe del 118 ha tentato di rianimarlo non c'è stato nulla da fare.

Spetta ora all'autopsia determinare se la causa del decesso è stato un malore che ha fatto perdere alla vittima il controllo dell'imbarcazione o se l'uomo è annegato.

Silvana Mullisi, la mamma di 26 anni ha perso la vita tra la uscite di Regione Nosere e Domo


DOMODOSSOLA 29 novembre 2011 Non cessa il dolore per la morte di Silvana Mullisi, la mamma di 26 anni che ha perso la vita ieri mattina sulla superstrada tra la uscite di Regione Nosere e Domo.
La donna, al volante della sua auto, stava dirigendosi verso Domodossola per consegnare il pane alla panetteria Naviglia, quando si è scontrata frontalmente con un tir con targa ticinese. L'impatto è stato violentissimo, per Silvana non c'è stato nulla da fare. Si è salvato per miracolo il bimbo di 4 mesi che stava nel suo ovetto di protezione sul sedile anteriore, accanto alla mamma. Il piccolo è rimasto nel guscio ed è stato sobbalzato fuori dall'abitacolo. Forse questa circostanza lo ha salvato. Ora è ricoverata all'ospedale Maggiore di Novara ma non è in pericolo di vita

Silvana, di origini albanesi, risiedeva a Crusinallo di Omegna dove, con il marito, mandava avanti un piccolo forno.

lunedì 28 novembre 2011

Addio Alan Taylor, produttore di Vasco Scrisse 'Albachiara'


Bologna, 28 novembre 2011 - Si è spento ieri, all'età di 64 anni, un grande musicista dell'era beat, Alan Taylor. E' morto all'Hospice dell’Ospedale Bellaria di Bologna, citta’ in cui risiedeva da molti anni.

Taylor aveva un
grosso legame con Vasco Rossi: oltre ad aver prodotto i primi tre dischi (‘Cosa vuoi che sia una canzone’, ‘Non siamo mica gli americani’ e ‘Colpa d’Alfredo’), con il rocker di Zocca Taylor scrisse anche diversi brani, tra cui ‘Albachiara’ e ‘Fegato spappolato’.

Inizia giovanissimo la sua carriera come bassista e cantante della band ‘The Casuals', che si fece conoscere a Milano nel 1966 per una serie di concerti e che poi inizio’ anche una collaborazione con Gino Paoli, con cui incisero un lp in italiano, una facciata a testa. Nel 1969 parteciparono al festival di Sanremo 1969 con ‘Alla fine della strada’ (in coppia con Junior Magli), che Tom Jones porto’ al successo come ‘Love me tonight’.

Nel 1971 Taylor formo’ il gruppo ‘Ping Pong’ e nel 1975 i ‘Bulldog’ (con tra gli altri, Celso Valli, Mauro Malavasi e Silvano Silvi), realizzando sei album, tutti entrati nei primi posti della classifica della Disco Music negli Stati Uniti. Taylor era riuscito a coronare il suo sogno, quello di "fare musica in Italia con testi in inglese e venderla agli americani". I funerali si svolgeranno domani alle 14 al cimitero di Casalecchio di Reno (Bologna).

Addio Bruno Bravetti, martedì i funerali. Città in lutto


Ancona, 28 novembre 2011 – Ieri è morto nell'ospedale di Torrette l'ex dirigente del Comune di Ancona Bruno Bravetti. Questa mattina l'allestimento della camera ardente.

Bruno cadde nel bagno della sua abitazione di Albacina, il paese vicino Fabriano di cui era originario. Non si è mai più ripreso. Era stato
trasferito a Torrette dall’ istituto di riabilitazione Santo Stefano.

I funerali saranno celebrati domani alle 15 a Falconara nella parrocchia di San Giuseppe.
Le reazioni

Italia Nostra - "Un cittadino con numerosi interessi in vari campi, la politica, l’editoria ed il giornalismo ma che a noi piace ricordare sotto l’aspetto dell’ambientalista ‘ante litteram’’’. Così la Sezione di Ancona dell’Associazione Italia Nostra si associa al cordoglio per la scomparsa dell’ex dirigente del Comune di Ancona. ‘’Era il 1973 - e’ il ricordo del vice presidente Maurizio Sebastiani - quando noi, allora giovanissimi aderenti ad Italia Nostra, prendemmo a incontrarlo a casa del nostro presidente di quegli anni, Giorgio Gramignani, per parlare della tutela del Parco del Conero e di Portonovo. Bruno Bravetti, consigliere comunale del Pci, aveva costituito da poco l’Arci Natura, sezione ambientalista della famiglia dell’Arci e antesignana dell’attuale Legambiente. Fu un piacere scoprire in lui un politico attento, colto, che ci teneva all’ambiente ed alla nostra citta’’’. ‘’Piu’ avanti - seguita Sebastiani - dopo molti anni e dopo sue varie esperienze professionali e politiche, lo abbiamo rincontrato e abbiamo ritrovato in lui l’appassionato ambientalista di sempre e negli ultimi tempi scrittore attento di un libro al quale teneva particolarmente, la biografia di Giambattista Miliani, da Bruno ritenuto un antesignano dell’ambientalista e un amministratore di grande spessore nella nostra storia marchigiana’’.

Patrizia Casagrande (presidente della Provincia di Ancona) - "Mi addolora moltissimo la scomparsa di Bruno Bravetti. Un amico sensibile, un protagonista discreto e impagabile nel panorama provinciale. Un osservatore attento delle dinamiche politiche’’. Cosi’ la presidente della Provincia di Ancona Patrizia Casagrande ricorda l’ex dirigente del Comune morto ieri. ‘’Da giornalista - ricorda ancora la Casagrande - aveva sviluppato una visione complessiva delle potenzialita’ del capoluogo dorico per le quali spendere con generosita’ energie e impegno sino al raggiungimento di risultati importanti. Gli siamo grati per la fattiva modalita’ dialogante e propositiva che ci lascia in eredita’. Un’eredita’ che, tra l’altro, conta la concreta sede del segretariato del Forum delle Citta’ dell’Adriatico, nonche’ la valorizzazione delle nostre tipicita’ enogastronomiche’’. ‘’In un momento difficile come quello che stiamo attraversando - conclude - ci manchera’ la figura di Bruno Bravetti. Un addio che abbiamo sperato di non dover dare cosi’ presto. Le mie piu’ sincere condoglianze ai familiari di Bruno’’.

Cgia - La Confartigianato provinciale di Ancona esprime ‘’profondo cordoglio’’ per la morte di Bruno Bravetti e lo ricorda ‘’per le sue virtu’ umane e professionali come una figura di indubitabile ricchezza e valore’’. ‘’Poliedrico e responsabile, attivo e sempre aperto al dialogo, riservato e al tempo stesso animatore di numerose iniziative, la sua carriera di dirigente comunale - ricorda la Cgia - lo ha portato a rapportarsi continuamente alla città contribuendo alla sua crescita, istituzionale, politica e culturale’’. La Confartigianato ricorda Bravetti ‘’come uomo dal grande senso di responsabilita’, di equilibrio, un punto di riferimento. Ai familiari le condoglianze di tutto il sistema Confartigianato’’.

Berardo Massaro, 50 anni, residente a Luco dei Marsi perde la vita per lo scoppio di una Caldaia: OPERAIO ALLA CARTIERA BURGO DI AVEZZANO


L’Aquila, 28 novembre 2011 – Nuovo incidente mortale sul lavoro stamane in Abruzzo. Berardo Massaro, 50 anni, residente a Luco dei Marsi (L’Aquila) dove viveva insieme con la moglie e le due figlie, operaio della

cartiera Burgo di Avezzano, e’ morto a seguito dello scoppio di una caldaia che lo ha travolto e ucciso.
Nonostante i soccorsi scattati immediatamente per Massaro non c’e stato nulla da fare per le gravi ferite riportate alla testa e in altre parti del corpo.
L’incidente si sarebbe verificato intorno alle 7 dopo circa un’ora dall’avvio del turno di lavoro. Il corpo dell’uomo e’ stato trasferito, su disposizione dell’autorita’ giudiziaria, presso l’obitorio di Avezzano. Sul posto stanno operando ancora i carabinieri della compagnia di Avezzano.
Intanto poco fa si e’ appreso che il consiglio di fabbrica e la direzione dell’azienda in segno di solidarieta’ hanno sospeso ogni attivita’ per 24 ore.

Antonello Ledda, di 49 anni, è morto folgorato mentre raccoglieva olive nel podere di un amico nelle campagne del paese


ALES Oristano.28 novembre 2011 Antonello Ledda, di 49 anni, è morto folgorato mentre raccoglieva olive nel podere di un amico nelle campagne del paese. La scala metallica maneggiata da Ledda, per raggiungere le parti più alte delle piante, avrebbe toccato i fili elettrici di una linea a media tensione. L'uomo sarebbe morto sul colpo.

Sul posto, dopo l'allarme lanciato dagli amici che lavoravano con Ledda alla raccolta delle olive, sono arrivati un'ambulanza del 118, i funzionari dell'Ispettorato del Lavoro e i carabinieri della stazione di Ales. Mentre il medico ha constatato la morte praticamente istantanea di Ledda, i militari hanno cominciato le indagini, accertando che sull'uliveto passa una linea elettrica i cui fili sarebbero di qualche metro più alti della sommità degli ulivi. Ledda avrebbe toccato i cavi elettrici inavvertitamente, dopo aver sollevato la scala metallica estensibile per spostarla su un'altra pianta

Oggi i funerali di Mario D’Ercole


Nel pomeriggio di oggi, alle 15, nella chiesa di San Panfilo saranno celebrati i funerali di Mario D’Ercole. Il ragazzo di appena 21 anni che ha perso la vita sabato notte. Il drammatico incidente è
avvenuto nel centro di Scerni. Intorno alle il giovane ha perso improvvisamente il controllo della moto enduro Honda HM 450 ed è finito a terra, sbalzato sul marciapiede vicino alla fontana in Corso Umile . Per Mario D’Ercole non c’è stato nulla da fare. Lavorava a Torino di Sangro in un’officina specializzata nella riparazione di pompe idrauliche. Qualche volta dava una mano anche al padre, meccanico pure lui. La salma del giovane si trova nella casa di famiglia, in contrada Tratturo, dove è un via vai continuo di parenti, amici, conoscenti, e semplici cittadini scossi dalla tragedia. Distrutti dal dolore papà Vincenzo, proprietario di un’officina meccanica, mamma Loredana, casalinga, la sorella Romina, studentessa universitaria. E la ragazza Stefania.

Addio Carlo Buongiorno Era il «maestro» dei razzi,è stato uno dei personaggi chiave della storia spaziale italiana


MILANO 28 novembre 2011 Era il grande specialista dei razzi Carlo Buongiorno, spentosi nella notte tra sabato e domenica a Roma, dove abitava. Aveva 81 anni e assieme al professor Luigi Broglio era stato uno

dei personaggi chiave della storia spaziale italiana. Con Broglio aveva curato la nascita e la costruzione della base spaziale italiana nelle acque dell’oceano Indiano davanti alle coste del Kenya e con Broglio era stato l’artefice del lancio del primo satellite italiano San Marco-1 nel dicembre 1964 che portava il nostro Paese al rango di terza nazione con un satellite in orbita dopo l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti.

GRUPPO - Assieme, nel gruppo dell’Università di Roma La Sapienza c’erano altri cervelli eccellenti che condividevano l’impresa come Ugo Ponzi, Carlo Arduini e Giorgio Ravelli. Proprio Carlo Buongiorno aveva azzardato l’idea di un poligono mobile, condivisa e materializzata da Broglio. E nelle sue aspirazioni c’era la costruzione di un vettore spaziale italiano nel quale avrebbe riversato le sue passioni e la sua conoscenza nella propulsione a razzo. Aveva condotto sperimentazioni in Sardegna negli anni Sessanta, ma poi la storia andò in un’altra direzione. Ma se fra poco volerà il nuovo vettore Vega dell’agenzia spaziale europea Esa lo si deve anche al suo impegno perché è in buona parte italiano. Quando nasceva l’Agenzia spaziale italiana nel 1988 Buongiorno ne diventava il primo direttore generale accanto al presidente Luciano Guerriero. E insieme materializzavano un programma di grande respiro di cui si raccolgono ancora oggi i benefici.

IMPEGNO - Buongiorno dopo la laurea in ingegneria all’Università La Sapienza aveva consolidato la preparazione al Politecnico di Brooklyn a New York ma poi tornò diventando appunto un uomo chiave del gruppo di Broglio. Ma sempre attivo anche come docente di riferimento per le attività spaziali nell’università romana dove si era formato. E questo fino agli ultimi giorni. Buongiorno aveva la passione del cosmo e un’intelligenza vivace che il colloquio manifestava immediatamente, ricco com’era di accenni frutto di una cultura ben al di là del cosmo. Per questo era sempre una meravigliosa avventura condividere le vicende di cui era protagonista. Il suo entusiasmo ha contagiato molti e questa è l’eredità preziosa che ci lascia. E lo si può ritrovare nel libro intervista che aveva da poco pubblicato con Enrico Ferrone (LoGisma Editore) dal titolo signficativo: Lo spazio di una vita.

Giovanni Caprara

Danilo Di Salvatore, 25 anni, rimasto vittima di un incidente avvenuto domenica notte in autostrada, vicino L’Aquila


COLONNELLA 28 Novembre 2011 Una brutta, bruttissima notizia. Danilo non c’è più. Il giovane Danilo Di Salvatore, 25 anni, di Colonnella, ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto poco prima delle

23 di domenica 27 novembre, sull’Autostrada 24, nel tratto aquilano della Teramo-L’Aquila-Roma, al chilometro 93,400.
Danilo, con ogni probabilità, stava tornando alla caserma de L’Aquila dove prestava servizio da pochi mesi. Lo scontro è avvenuto in un tratto in discesa prima della galleria di Genzano, e quattro autovetture sono rimaste coinvolte. Ancora da chiarire le cause della morte, se avvenute a causa del primo incidente o successivamente. Gli altri automobilisti hanno subito chiamato i soccorsi ma non c’è stato nulla da fare.
Danilo era un ufficiale del 33º Reggimento artiglieria terrestre «Acqui» di stanza all’Aquila.
Gli Amici del Giornale :Danilo Di Salvatore era un nostro amico. Lo ricordiamo e lo ricorderemo soprattutto come un ragazzo serio, puntuale, maturo già da giovanissimo.
Con Riviera Oggi Danilo aveva anche collaborato facendo le fotografie delle partite interne della Samb nel campionato 2004-05, e partecipando anche ad alcune trasferte, come quella bellissima a Foggia.
Commentava i nostri articoli ancora di recente, ed era stato tra i primissimi sottoscrittori dell’associazione Tifosi Pro Samb.
Scriviamo con un nodo in gola.
Ciao Danilo.

Capitale ennesima vittima del traffico killer scooter ha investito e ucciso un pedone mentre attraversava la strada in via Borghesano Lucchese


ROMA 28 novembre 2011 Grave incidente nella Capitale ed ennesima vittima del traffico killer che ogni gionro invade le strade di Roma. Uno scooter ha investito e ucciso un pedone mentre attraversava la strada in via Borghesano Lucchese. La vittima è un uomo di 60 anni. Il conducente dello scooter è stato trasportato in codice verde al San Camillo. Sul posto è intervenuta la polizia di Roma Capitale.

Via Cavour,roma incidente mortale giovane 21enne originario di Bari perde la vita


ROMA 28 novembre 2011 Ancora un incidente mortale a Roma. Si tratta del secondo tra la nottata e la mattina. Il fatto è avvenuto nella notte, erano cisrca le 3, in via Cavour. Nello scontro sono
stati coinvolti un taxi e uno scooter. Un giovane 21enne originario di Bari, che viaggiava a bordo dello scooter, è deceduto sul colpo. Il conducente del taxi è stato trasportato in ospedale in codice giallo. Secondo quanto si è appreso l'uomo è risultato negativo ai test sull'assunzione di alcol e droga. Sul posto per i rilievi la polizia municipale.

Silvana Mullusi, 26 anni, di origini albanese, residente a Omegna è morta in un incidente


VERBANIA 28 novembre 2011 Una donna - Silvana Mullusi, 26 anni, di origini albanese, residente a Omegna (provincia del Verbano-Cusio Ossola) - è morta e il figlio di quattro mesi è rimasto gravemente ferito nello scontro fra la sua auto e un Tir avvenuto all'alba sulla superstrada dell'Ossola 'SS33', nei pressi di Domodossola. Il piccolo è ricoverato in ospedale in prognosi riservata dopo essere stato sbalzato fuori dal Fiat Fiorino con il quale la mamma, che gestisce una panetteria a Omegna, stava consegnando il pane ad Ossola, portando con sè il piccolo. La Fiat Fiorino, sulla quale viaggiavano, ha invaso la corsia opposta in una curva scontrandosi con un grosso autoarticolato proveniente in senso opposto. Nell'impatto il piccolo, che era legato sul seggiolino, è stato sbalzato fuori dall'abitacolo. La donna è deceduta all'istante. Il bambino è ora ricoverato in ospedale a Domodossola. La dinamica dell'incidente è al vaglio della Polizia stradale di Domodossola.

Berardo Massaro, 50 anni, è morto in un incidente sul lavoro


AVEZZANO NOVEMBRE 2011 Un operaio Berardo Massaro, 50 anni, è morto in un incidente sul lavoro avvenuto stamani all'interno della cartiera

di Avezzano. Viveva a Luco di Marsi (L'Aquila) insieme con la moglie e le due figlie. Aveva iniziato il turno di lavoro alle 6 di stamane. Dopo mezz'ora, per motivi da accertare, mentre si trovava vicino ad una valvola di uno dei meccanismi che alimentano la cartiera, è stato investito da un getto di aria calda di oltre 200 gradi fuoriuscita dalla valvola.

Ida Lagrutta, la titolare del negozio di compro oro NON C'E L HA FATTA


NOVARA, 28 NOVEMBRE 2011 Non ce l’ha fatta Ida Lagrutta, la titolare del negozio di compro oro di corso Risorgimento vittima, venerdì 18 novembre, di una brutale aggressione all’interno della sua attività commerciale.

La donna, da subito portata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Maggiore di Novara, a seguito delle gravi ferite riportate alla testa, non si è mai ripresa ed è deceduta questa mattina, lunedì 28 novembre.

Negli ultimi giorni era subentrata un po’ di febbre, ma i famigliari hanno continuato a sperare. Purtroppo stamattina il suo cuore ha cessato di battere.
Non è ancora stata fissata al momento la data del funerale.

Garofalo Guido, 45 anni ha avuto un infarto ed è morto il fratello maggiore, Alberto, 54 anni,non ha retto alla scena ed è deceduto subito dopo


CATANIA 28 NOVEMBRE 2011 Si è rivelata tragica la gita fuori porta, in una pineta ai piedi dell'Etna (Catania), della famiglia Garofalo. Durante l'ora di pranzo infatti Guido, 45 anni, ha avuto un infarto e si è accasciato per terra esanime. Alla scena non ha retto il fratello maggiore, Alberto, 54 anni, che è accorso sul posto allertato dai familiari. Inutili i tentativi dei soccorsi di salvare i due fratelli uniti fino alla morte.
Una storia che ha dell'incredibile quella di Guido e Alberto Mario, che, come ricostruisce il quotidiano "La Sicilia", erano legati da un profondo affetto. I due passavano la maggior parte del loro tempo insieme, e gestivano un'azienda ereditata dal padre a Belpasso per la produzione di ossigeno per uso terapeutico e industriale. Metti il resto dell'articolo qui putrefatta zallanuta

domenica 27 novembre 2011

Greta Casiraghi 17 anni perde la vita in un incidente in via Leonardo da Vinci:Ferite le 2 amiche


Monza, 27 novembre 2011 Dramma a Villasanta. Oggi pomeriggio, attorno alle ore 16, una ragazza di 17 anni è morta in via Leonardo da Vinci.
La dinamica dell'incidente è ancora al vaglio degli investigatori: sembra dai primi rilievi che la vettura - con a bordo quattro ragazzi - stava affrontando a velocità sostenuta la strada quando ha colpito un palo.
Uno scontro violentissimo che non ha lasciato scampo alla ragazza, appena salita a bordo della macchina. Infatti la 17enne abitava proprio a poche decine di metri dal luogo dell'incidente.
Gli altri feriti sono stati portati in codice giallo negli ospedali della zona. Sul posto si sono immediatamente portate quattro ambulanze del 118, un'automedia, i vigili del fuoco della comando provinciale e i carabinieri della compagnia di Monza.

Il paese è in ginocchio, distrutto dal dolore per la scomparsa di una ragazza che aveva tutta la vita davanti.La giovane di 17 anni, che era appena salita a bordo e che abita poco distante, è morta sul colpo. Pare che fosse seduta sul sedile posteriore destro, il lato che ha assorbito il colpo con il palo della luce. I tre amici, invece, se la sono cavata. I Carabinieri di Villasanta stanno adesso tentando di ricostruire con precisione l'esatta dinamica dell'incidente ascoltando anche alcuni testimoni che hanno assistito in diretta al terribile schianto. Inoltre i militari hanno già preso visione di due filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza sia della stazione di rifornimento sia del comune.

Lorenzo Brisot 47enne è stato trovato morto a San Giovanni di Sacile nel fiume Livenza


TREVISO 27 novembre 2011 Il corpo privo di vita di Lorenzo Brisot, 47 anni di Francenigo (Treviso), scomparso il 5 novembre scorso, è stato trovato nel primo pomeriggio a San Giovanni di Sacile (Pordenone), nel fiume Livenza. L'uomo era andato in cerca di funghi in una zona poco distante dal luogo dove è stato trovato il suo cadavere.

A trovarlo è stato il cognato dell'uomo, che dal momento della scomparsa non si era dato pace. Oggi, tornando per l'ennesima volta sul posto, ha notato il corpo affiorare dalle acque del fiume. Ha quindi allertato i pompieri che hanno recuperato il cadavere.

Brisot potrebbe aver avuto un incidente proprio mentre cercava funghi. Potrebbe per esempio essere scivolato nel fiume e non essere riuscito più a raggiungere la riva. Nei pressi fu trovata una borsa contenente funghi, rimasta impigliata nel ramo di un albero. Per molti giorni dopo la scomparsa, squadre dei sommozzatori dei vigili del fuoco e personale della Protezione civile avevano scandagliato il fiume e battuto l'area, senza esito.

Chiara Bozzetto 29enne e Daniela Salton 30enne due vite stroncate dalla fibrosi cistica


TREVISO 27 novembre 2011 Due giovani vite spezzate dalla fibrosi cistica, due donne strappate agli affetti dalla malattia contro la quale hanno lottato con forza e determinazione fino all'ultmo istante. Sono Chiara e Daniela, morte venedrì sera a Verona e a Treviso.

Chiara Bozzetto se n'è andata ad appena 29 anni. Originaria di Mareno di Piave, si era diplomata in ragioneria all'istituto Marco Fanno di Conegliano e lavorava come impiegata alla Diesse azienda specializzata nella lavorazione del legno di Codognè. «Mia figlia era una ragazza semplice e solare - ricorda affranto il papà Dino -. Ha lottato con tutte le sue forze contro la malattia». Quattro anni fa, quando Chiara aveva 25 anni, le era stata diagnosticata la malattia: da allora, con il sostegno del papà Dino, sempre al suo fianco, del fratello Mattia e del fidanzato, aveva iniziato la lotta per la vita rivolgendosi anche a centri specializzati. Venerdì sera a Verona, dove si trovava per seguire delle cure, il suo cuore ha cessato di battere. La comunità tutta si riunirà per dare l'ultimo abbraccio a Chiara domani alle ore 15 nella chiesa parrocchiale di Mareno di Piave. Come da desiderio della famiglia, i fondi che verranno raccolti nel corso del rito funebre saranno destinati alle attività della parrocchia di Mareno e alla ricerca per combattere la fibrosi cistica.

Daniela, la sua forza e il suo coraggio. Daniela Salton è mancata venerdì all'ospedale Ca' Foncello di Treviso dov'era stata ricoverata per una complicanza polmonare. A piangerla il papà Dario, artigiano nel settore dell'edilizia, e la mamma Lorella Chiaradia. Daniela era diventata il simbolo della lotta contro la fibrosi cistica che le era stata diagnosticata ad appena due mesi. Una vita trascorsa tra i centri specialistici di Verona e Treviso e l'ospedale di Bergamo dove nel 2005 si era sottoposta al trapianto di polmoni. Un'operazione che le aveva dato maggiori prospettive di vita. Conseguito il diploma d'arte in fotografia, aveva coltivato la sua passione per la pittura e portato avanti il suo impegno nel volontariato per far conoscere la fibrosi cistica e raccogliere fondi a favore dei centri di cura. Martedì il rito funebre verrà celebrato nella sua Cison, in orario ancora da definire.

Villasanta Greta Casiraghi 17 anni è morta in via Leonardo da Vinci in un incidente


Monza, 27 novembre 2011 Dramma a Villasanta. Oggi pomeriggio, attorno alle ore 16, una ragazza di 17 anni è morta in via Leonardo da Vinci.
La dinamica dell'incidente è ancora al vaglio degli investigatori: sembra dai primi rilievi che la vettura - con a bordo quattro ragazzi - stava affrontando a velocità sostenuta la strada quando ha colpito un palo.
Uno scontro violentissimo che non ha lasciato scampo alla ragazza, appena salita a bordo della macchina. Infatti la 17enne abitava proprio a poche decine di metri dal luogo dell'incidente.
Gli altri feriti sono stati portati in codice giallo negli ospedali della zona. Sul posto si sono immediatamente portate quattro ambulanze del 118, un'automedia, i vigili del fuoco della comando provinciale e i carabinieri della compagnia di Monza.

Il paese è in ginocchio, distrutto dal dolore per la scomparsa di una ragazza che aveva tutta la vita davanti.La giovane di 17 anni, che era appena salita a bordo e che abita poco distante, è morta sul colpo. Pare che fosse seduta sul sedile posteriore destro, il lato che ha assorbito il colpo con il palo della luce. I tre amici, invece, se la sono cavata. I Carabinieri di Villasanta stanno adesso tentando di ricostruire con precisione l'esatta dinamica dell'incidente ascoltando anche alcuni testimoni che hanno assistito in diretta al terribile schianto. Inoltre i militari hanno già preso visione di due filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza sia della stazione di rifornimento sia del comune.

Elio Sartorio 31enne ciclista di Falcone si schianta contro furgone e muore


MESSINA 27 NOVEMBRE 2011 Un ciclista è morto in un incidente avvenuto stamattina a Rodì Milici. La vittima è Elio Sartorio, 31 anni, imbianchino di Falcone con la passione sfrenata per la bicicletta. L’incidente è avvenuto sulla strada che da Mazzarrà S.Andrea conduce a Terme Vigliatore. Il ciclista amatoriale, approfittando della bella giornata, era uscito con tre amici per una passeggiata in bici. Subito dopo aver affrontato una curva Sartorio ha perso il controllo della bici che ha invaso la corsia opposta ed è finita frontalmente contro un furgone Iveco che procedeva in direzione opposta. La bici si è incastrata sotto le ruote anteriori del messo e per Elio Sartorio non c’è stato niente da fare. Il giovane è morto sul colpo.

Addio Gary Speed, commissario tecnico del Galles, e' stato trovato morto nella sua abitazione.


LONDRA, 27 novembre 2011 – Tragedia nel calcio: il 42enne Gary Speed, commissario tecnico del Galles, e' stato trovato morto nella sua abitazione. Lo ha reso noto la federcalcio gallese con un
comunicato. La polizia del Cheshire, dove Speed viveva, ha precisato di averlo trovato impiccato e ''senza che siano state verificate circostanze sospette''. Si tratterebbe quindi di suicidio. Secondo il Premier gallese Carwyn Jones, intervistato dalla Bbc, ''e' una notizia devastante''. Il Galles di Speed aveva di recente preso parte al gruppo G delle qualificazioni europee, di cui facevano parte anche Inghilterra e Montenegro.
Il mondo del calcio britannico è sotto choc. Gary Speed, ct della nazionale del Galles e in passato calciatore dtra i più rappresentativi del calcio gallese dopo Charles e Giggs, si è suicidato all'età di 42 anni, impiccandosi in casa. Ad annunciarne la morte è stata la Faw, la federcalcio del Galles, in un comunicato ufficiale. È stata poi Bbc a parlare di suicidio, riferendo che la «celebrity» del calcio gallese è stata trovata impiccata nel suo appartamento .
Gary Speed nela prima partita da ct del Galles contro l'Irlanda (Reuters)
I SUCCESSI - Speed, 85 presenze in nazionale e campione d'Inghilterra con la maglia del Leeds United nel 1991-92, aveva assunto la guida tecnica della nazionale gallese lo scorso dicembre ed era riuscito a guidarla alla vittoria per tre incontri consecutivi: era la prima volta che accadeva dal 2008. Ha giocato inoltre 535 partite in Premier League (oltre quella del Leeds ha indossato le maglie di Newcastle e Bolton), terzo nella graduatoria di tutti i tempi.
IL COMUNICATO - «La Federazione calcistica del Galles è triste di annunciare la morte del selezionatore della squadra nazionale», ha scritto in un comunicato la Faw, che ha espresso le sue condoglianze alla famiglia Speed. Gli ex calciatori Robby Savage e Ryan Giggs, fuoriclasse del Manchester United e gallese come Speed, hanno fatto altrettanto.
Un minuto di silenzio sui campi della Premie League: l'omaggio del Liverpool (Afp)
LA POLIZIA .- La polizia del Cheshire si è inoltre espressa in un comunicato distinto, in cui ha spiegato di essere stata informata alle 8.08 ora italiana del decesso. «I poliziotti hanno trovato un uomo di 42 anni morto. La famiglia è stata avvertita e ha confermato che si trattava di Gary Speed» , ha precisato, sottolineando che «non ci sono circostanze sospette» che riguardano questo decesso.

Luca Dolce 44 anni uccide suo cognato Gian Maria Dutto tossicodipendente sparandolo con la sua pistola


CUNEO 27 Novembre 2011 Esasperato dalla continua richiesta di denaro da parte del cognato, con problemi di tossicodipendenza, il titolare di una ditta di vendita di materiale edile ha estratto una pistola, regolarmente
denunciata, e gli ha sparato, uccidendolo. È accaduto durante una lite, nel pomeriggio, a Demonte, in provincia di Cuneo, in valle Stura. L' omicida, Luca Dolce, ha 44 anni, coniugato e padre di un figlio in tenera età. La vittima, fratello di sua moglie, si chiamava Gian Maria Dutto, celibe, di 43 anni. Fino a poco tempo fa Dutto era ospite di una comunità per il recupero di tossicodipendenti, poi aveva continuato ad essere senza fissa dimora.
«Dopo aver visto il cognato a terra e capito di averlo ucciso - ha dichiarato il colonnello Francesco Laurenti, comandante provinciale dei carabinieri di Cuneo - Luca Dolce ha chiamato il 112 dei carabinieri e si è costituito ai militari subito intervenuti». Sul posto anche il comandante della compagnia carabinieri, competente per territorio, Giuseppe La Torre di Borgo San Dalmazzo ed il magistrato di turno della Procura di Cuneo. La discussione sarebbe sfociata in seguito alle continue richiesta di denaro da parte di Gian Maria Dutto al cognato, che forse per intimidirlo, avrebbe estratto la pistola. Poi la lite sarebbe degenerata e Luca Dolce ha sparato. Tutto è accaduto nei locali dell' impresa, attigua all'abitazione, in via San Giovanni, di cui è intestataria anche la moglie dell'omicida, Maria Teresa Dutto.

Paolo Artigiani, un camionista 47enne di Percozzone di Pergola si è schiantato con la sua Renault Clio a pochi chilometri da casa


Pesaro, 27 novembre 2011 - Paolo Artigiani, camionista 47enne di Percozzone di Pergola, si è schiantato con la sua Renault Clio a pochi chilometri da casa. L'incidente è avvenuto a Pergola in via Papa Giovanni XXIII. Tutto è
successo in un attimo, intorno alle 23,10: l’uomo, che stava tornando nella sua abitazione dopo una breve serata trascorsa in centro, all’altezza del chilometro 2 della Strada Provinciale 12 che collega la cittadina dei Bronzi con Sassoferrato ha improvvisamente perso il controllo dell’auto, che gli è partita di traverso come un proiettile e dopo una corsa impazzita di oltre 70 metri è andata a urtare, abbattendola di netto, contro la pesante recinzione in ferro dello stabilimento Mep spa, sull’altro lato della carreggiata, finendo poi la sua folle corsa,
capottata e semidistrutta, nel piazzale della fabbrica.

Difficile, al momento, stabilire le cause dell’incidente: potrebbe essersi trattato di un colpo di sonno, di un malore o anche di un guasto meccanico. A far luce sull’episodio contribuirà, probabilmente, l’ispezione
cadaverica che verrà compiuta lunedì 28 novembre su disposizione del magistrato.

Riccardo Poletti di Pandino, è morto sul colpo in un terribile incidente mortale


Cremona 27 Novembre 2011.Incidente mortale, questa mattina attorno alle 8, tra Rivolta d’Adda e Pandino.

Per cause ancora in via di accertamento, ma molto probabilmente a causa della fitta nebbia che gravava sulla zona, una vettura ed un

pullman si sono scontrati frontalmente. Nell’incidente e’ morto un 38enne, che si trovava a bordo della Fiat Punto. Per estrarla dalle lamiere sono dovuti intervenire i vigili de fuoco.

Sul posto sono i soccorsi del 118. Inutili i tentativi di rianimare l’automobilista. Riccardo Poletti di Pandino, è morto sul colpo. I vigili del fuoco di Crema hanno dovuto lavorare a lungo per estrarre dalle lamiere il giovane.

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